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Vacanza
a Gallipoli
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Per
conoscere la "Kale Polis", il
nome greco di Gallipoli che vuol dire
città bella, non c'è cosa migliore che
un'affascinante passeggiata nell'isoletta del
centro storico: un cammino tra palazzotti, chiese,
confraternite, corti, terrazze e vicoletti che
rendono unica questa città barocca.
La prima tappa del nostro percorso è sicuramente
la piazza Aldo Moro, anticamente l'unica cosa
edificata sulla terraferma collegata all'isoletta
tramite un ponte levatoio, che partiva dal
castello e si abbassava all'alba e si solleva al
tramonto. I viandanti che non riuscivano a
rientrare in città in tempo passavano la notte in
piazza, sotto il porticato della chiesa della
Madonna del Canneto. Questa fu fondata dai
Cavalieri di S. Giovanni di Malta nella seconda
metà del XVII sec. dopo il miracoloso
ritrovamento dell'icona cinquecentesca della
Vergine nel canneto che occupava la zona, e da qui
la particolare dedica. Ogni anno proprio ai piedi
della chiesa avveniva la fiera dell'olio lampante
che richiamava da tutta Europa mercanti
interessati all'acquisto del famoso combustibile
gallipolino. |
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La città
è disseminata di frantoi ipogei, scavati nella
roccia, sotto i palazzi dei nobili proprietari, ve
ne sono trentacinque, tutti testimonianza del
potere e della grande ricchezza di Gallipoli. La
piccola cappella bianca e molto umile che
scorgiamo al margine della piazza è dedicata a
Santa Cristina, la protettrice dei gallipolini; fu
eretta dai pescatori nel 1867 dopo il
"miracolo del colera", infatti la santa
liberò la città dalla brutta malattia e per
questo ogni anno per ringraziarla si organizzano
tre giorni di grande festa: il 23, il 24 e il 25
luglio. |
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In piazza è presente anche la
fontana più antica della città: la Fontana Greca
che ci racconta le storie controversie degli dei
dell'antica Grecia; Venere, la dea dell'Amore,
campeggia su tutti al centro della fontana per
attirarci verso la passione più importante
dell'esistenza umana.
Percorrendo il ponte
seicentesco, per entrare nel centro storico, ci
accompagna l'immagine imponente e austera del
Castello che ci parla della storia di questa
città: le fondamenta sono bizantine e ci
riportano alla fondazione di Gallipoli avvenuta
nell'800 d. c; mentre la struttura che ammiriamo
è aragonese, voluta da Ferdinando I nel 1500. E'
un tipico castello fortificato con una
particolarità: il torrione di estrema difesa, il
Rivellino, completamente separato dal maniero e
rivolto verso la terraferma. |

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Visita la splendida città barocca di Gallipoli e
le tue vacanze
a Gallipoli |
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Finalmente siamo nel
cuore di Gallipoli, ci ritroviamo in via
Antonietta De Pace, la via principale della città
che la taglia da est a ovest, la via dei nobili
gallipolini e la via degli splendidi palazzi
barocchi, come Palazzo Balsamo e Palazzo del
Seminario. La strada è in leggera salita perché
ci dirigiamo verso il luogo più sacro della
città, il punto più alto del centro storico: la
Cattedrale di Sant'Agata. E questa, a sorpresa, si
staglia alla nostra vista appena voltiamo
l'angolo; la sua immensa facciata tutta
intarsiata, come vuole la tradizione salentina,
lotta per farsi notare, stretta com'è in un
piccolo vicolo. Ma se l'esterno è emozionante,
l'interno è qualcosa di indescrivibile: è il
barocco gallipolino. |
Questo stile che pervade la
città è molto particolare, diverso sicuramente
dal barocco leccese perché diversi sono i
materiali che lo costituiscono: il legno delle
cornici intarsiate e dorate; le tele di artisti
locali e di famosi pittori napoletani e i marmi
policromi. Tutto richiama i tre colori del barocco
gallipolino: il rosso dell'oro; il giallo della
madreperla e il blu del lapislazzulo.
Ora non ci
manca che uscire dai vicoli del centro e
ritrovarci sulle mura della città per ammirare il
panorama seducente della spiaggia della
Purità,
la spiaggia più antica dei gallipolini, un bacino
in cui l'acqua passa dal verde chiaro al blu più
intenso. Il nostro sguardo corre verso l'orizzonte
e notiamo l'isola di S. Andrea, l'isola del faro,
dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità e
purtroppo non più visitabile. |
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Le meraviglie non
sono finite. Basta voltarsi per ammirare una delle
tantissime confraternite che caratterizzano la
vita religiosa gallipolina; la più preziosa di
tutte: la Confraternita della Madonna della
Purità. Questa chiesetta è stata eretta dagli
scaricatori di porto, i cosiddetti "vastasi",
gallipolini che facevano uno dei mestieri più
redditizi della città: caricare le navi in
partenza con le botti di olio lampante. E questa
ricchezza si ritrova all'interno dell'oratorio
confraternale: nella foglia oro che illumina gli
arredi e nelle piastrelle di maiolica, originali
di Vietri, che impreziosiscono il pavimento. |
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Se
non siete ancora stanchi io vi consiglio di
perdervi tra le viuzze del centro storico che vi
sapranno conquistare; amerete ogni cosa di questa
città fiera del suo passato, che ha saputo
conservare tradizione e fascino fino ai nostri
giorni. |
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